Festa della donna. A me non piace.

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Non ho mai amato la festa della donna. Semmai il contrario.

Non ho mai amato –  da donna – la difesa ostinata della donna in quanto tale. Semmai il contrario.

Non ho mai apprezzato le femministe convinte ad oltranza. Semmai il Contrario.

Non sono mai stata d’accordo su quote rosa e parità di genere. Semmai il contrario.

Non mi sono mai piaciute le uscite a cena obbligatorie in questo giorno piene di starnazzi. Semmai il contrario.

Questo preambolo per illustrare quello che una banale ricerca in rete (figuratevi che stavo cercando il nome di un gioco con le pietre) mi ha rovesciato addosso.

Ho focalizzato con precisione il perché del mio senso di vaga repulsione che ha sempre accompagnato la festa della donna.

A scanso di equivoci preciso subito che non ne faccio una questione di bandiera, di partito politico o di religione, né di prese di posizione sotto stendardi che non mi appartengono.

Ne faccio una questione di civiltà contrapposta alla barbarie, di sviluppo e progresso contrapposti a criminalità e violenza.

Di seguito due soli video delle migliaia presenti in rete senza alcun filtro e senza limitazioni. Ho deciso di scrivere questo post per la casualità della ricorrenza della festa della donna.

  • Due luoghi del mondo diversi e lontani tra di loro, con storie che nulla hanno da spartire, ma con lo stesso epilogo di violenza e soprusi.
  • Due motivazioni diverse, entrambe oltre i limiti dell’assurdo.
  • Due contesti abominevoli nella loro normalità. Città che possono essere le nostre città. Abbigliamenti che possono essere gli abbigliamenti che ogni giorno vediamo nella nostra quotidianità. Telefonini che riprendono che possono essere i nostri telefonini.

L’atroce normalità degli eventi centrali di questi video che avvengono nella più totale indifferenza.

Sconsiglio vivamente la visione di questi video a bambini e ragazzi senza l’accompagnamento di un adulto. Non sottovalutate questa raccomandazione.

La barbarie umana non ha freni.

Una donna in Sudan che ha avuto la grandissima colpa di indossare un paio di pantaloni.

Un’altra donna in Iran si è macchiata di adulterio.

Credo che il giorno della festa della donna chi come noi, donne e uomini che, non mi stancherò mai di ripeterlo, siamo nati nella parte giusta e fortunata del mondo, debba farsi carico di pensieri diversi dalla mimosa e dall’uscita a cena.

Questo è quello che purtroppo accade ancora oggi fuori dai nostri confini, in paesi lontani che non visiteremo mai, come in quelli così vicini e alla portata di tutti che si raggiungono con poche centinaia di euro, ma nei quali non esiste, purtroppo, solo il mare.

Leggo spesso di bacheche intasate da post e link in difesa di cani, gatti, balene, orsi, foche e panda.

Non dimentichiamoci di difendere, prima, l’essere umano!

 

 

Info su Liliana Monticone

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9 risposte a Festa della donna. A me non piace.

  1. Ben detto! Odio anch’io questa festa che ci equipara al panda e alla vespa della Patagonia… per non parlare di quelle cene con spettacolino di qualche spogliarellista muscoloso. Rispettare le donne ogni giorno e dappertutto, basterebbe quello.

  2. Pingback: #NeVadoFiero, 3 azioni quotidiane di cui vado fiera » Diqua&Dilà

  3. Io non sopporto le feste a comando.
    Non capisco il perchè devo per forza divertirmi a Capodanno, a Carnevale, a Ferragosto, figuriamoci la festa della donna…
    Abbiamo ancora bisogno di avere un giorno l’anno per ricordardi che l’essere umano è fatto di donne e uomini?
    Sicuramente ci sono centinaia di paesi in cui le donne non hanno gli stessi diritti degli uomini, ma pensare che sia più importante esportare prima la democrazia che i diritti fondamentali dell’essere umano…
    E sul discorso degli animali vestiti e griffati mentre simili di chi li griffa muoiono di stenti o sono usati come soldati o schiavi, mi fa schifo solo il pensiero…
    Condivido, Liliana.
    Complimenti…

  4. Mara Zonta scrive:

    ti confesso che non ho avuto il coraggio di guardarli. purtroppo ne immagino il contenuto.

  5. Mara Zonta scrive:

    Grazie Liliana per aver dato voce ai pensieri di molte donne. Ogni tanto scopro un lato di te che mi ti fa apprezzare ancor di più. Non amo gli estremismi e gli estremisti e le femministe ad oltranza spesso lo sono.
    Meraviglioso l’incipit e strepitosa la conclusione con quel “Non dimentichiamoci di difendere, prima, l’uomo!”. Superlativo l’articolo in ogni sua parte. Sarà perchè ne condivido appieno i contenuti…

    • Grazie a te Mara per il tuo commento e per i complimenti. Normalmente lascio passare in silenzio questa giornata, per evitare inutili polemiche e fraintendimenti, ma sono rimasta davvero scioccata da quei video, forse proprio perché cercavo altro…

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