#nevadofiero ecco i miei tre!

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#nevadofiero

Eccomi qui a scrivere un altro post un po’ insolito per i miei standard. Ultimamente stanno diventando tanti, li potete leggere tutti qui, nella sezione miscellaneus del mio blog… forse dovrei smettere. Chissà! Ad ogni modo, non posso che raccogliere con piacere l’iniziativa di Stefania di Di Qua e di là che ha lanciato questo hashtag e mi ha subito nominata.

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Devo ammettere che anche per me è stato abbastanza difficile. Ma, a differenza di quello che leggo negli altri post #nevadofiero dove si trova difficile parlare bene di sè, io, avendo un’autostima evidentemente troppo elevata su cui prendo atto di dover lavorare, ho il problema opposto: vado fiera di una marea di cose e non riesco a selezionarne solo tre! Ok, basta scherzare! Cerco di essere un po’ seria e presento tre aspetti che mi fanno dire con certezza: #nevadofiero.

nevadofiero (6)-001Una spiaggia infinita della Danimarca in cui sgommare in libertà.

 1 – La mia famiglia.

Subito posizionata al primo posto senza ombra di dubbio. Più di vent’anni insieme a mio marito sembrano volati, eppure sono tanti. Sono stata fortunata, lo so. Ma non quella fortuna cui tanti pensano, nel senso di “ci è andata bene”. Ritengo di essere stata fortunata ad incontrare molto presto la persona con cui condividere valori e progetti: io avevo 17 anni, lui 19. Entrambi giovanissimi, ma con le idee molto chiare e soprattutto condivise su quello che volevamo da un matrimonio, (che, entro molto nel personale, per noi è prima di tutto un sacramento), così come su quello che volevamo da una vita insieme e su quali basi volevamo costruire la nostra famiglia.

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Questo è stato il nostro colpo di fortuna, unito alla fortuna della salute. Il resto non c’entra nulla con la fortuna. Il resto è amore che significa per noi progettualità, impegno, costanza, forza, determinazione, carattere, pazienza, dialogo, confronto, comprensione,… e mille altre cose mixate. Ognuna di queste semplici parole apre un mondo, davvero una vita insieme.

Dopo pochi mesi passavamo ore e ore a parlare dei nostri progetti per il futuro, di cosa pensavamo e di come ci sarebbe piaciuto educare i figli. Non abbiamo mai avuto paura ad impegnarci per la vita. A vent’anni giravamo cemento per “fare” casa nostra con pochi soldi, mentre i nostri amici andavano in vacanza pensandoci pazzi, gli stessi amici che oggi ci definiscono pazzi perché in vacanza ci andiamo a modo nostro.

Non lasciamo mai decantare alla sera i problemi che rischiano di diventare enormi macigni, ma li affrontiamo anche quando il silenzio indifferente sarebbe più comodo. Non abbiamo avuto paura di rivedere piani e progetti cammin facendo, quando la vita ci ha sbattuto in faccia che a comandare era lei. Con la certezza che insieme tutto è più facile.

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Quando ero distrutta e non ce la facevo, avevo accanto un marito silenzioso, presente e paziente che tutto ha sopportato, anche se ci sono voluti anni a ritornare (quasi) come prima. Non c’è nulla di cui andar più fiera della certezza di aver fatto la scelta di vita giusta e del fatto di avere accanto una persona che non ha paura del “per sempre”.

Poi, ovviamente, Valeria, il nostro vero capolavoro, di cui già sapete tutto. La mia famiglia è davvero la cosa di cui vado più fiera nella vita e potrei tranquillamente chiudere il post certa di aver soddisfatto al meglio la nomination.

Ma la richiesta era di tre. Quindi procediamo.

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2 – A metà tra il serio e il faceto, per stemperare un po’, sono fiera della pazienza che metto ogni giorno.

Chi mi conosce nella vita offline, sta già sicuramente ridendo a crepapelle nel leggere il termine pazienza accostato a me, ma deve stare bravo un secondo e lasciarmi finire la frase. Dicevo… pazienza che metto in qualsiasi ambiente della vita offline ogni qual volta io senta parlare di internet, qui, in questo sperduto borgo in cui vivo, ai limiti della città, che pur essendo un capoluogo di provincia è l’antitesi della tecnologia, del progresso e dell’avanguardia (purtroppo!).

nevadofiero (1)-001La Sirenetta in toccata e fuga mentre attraversiamo l’Europa di notte.

La pazienza non è sicuramente una delle mie doti migliori, ma in questo ambito ce la metto sempre e comunque tutta. L’istinto sarebbe quello, sempre, di schiacciare il tastino ‘bomba’, quella grande, quella potente che nei videogiochi si tiene sempre da parte, ma che quando si decide di utilizzare, fa un boato talmente forte da distruggere tutto e resettare completamente la situazione.

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Ecco io #nevadofiero ogni volta che resisto a questa tentazione che nella pratica attuo con un bel silenzio e un’espressione di compatimento che poi nessuno – per fortuna -capisce.

Mi spiego. Che io sia in coda alle udienze di mia figlia (quelle poche volte in cui vado) o alla cassa del supermercato, che sia all’oratorio o a fare un happy hour, in sala d’attesa all’aeroporto (sempre bei momenti!) o in coda dal medico, quando queste discussioni sono fatte, come quasi sempre accade, nei confronti dei figli o dei nipoti, metto in tasca il mio iphone nel cui mondo sto tanto bene e mi dimentico il grigiore anti-tecnologico della mia realtà e indosso il mio bellissimo enorme  bersaglio sulla schiena che da lì a poco sarà centrato da tutti i presenti, non appena avrò aperto bocca.

nevadofiero (10)-001Atterrati sull’isola più a Nord delle Faroe abitata da 8 persone e migliaia di pecore.

Non mi tiro mai indietro, anche se la tentazione è forte, quando ci sono i ragazzi di mezzo. Cerco di spiegare che FB non è l’uomo nero, che connettersi al web non è sinonimo di pedofilia, che TW non è un mostro, e via di questo passo. Cerco di spiegare che in un mondo di disoccupati il web, utilizzato in maniera intelligente può essere una risorsa.

Cerco di spiegare quante strade stanno precludendo ai loro figli con i divieti a connettersi e i cellulari sequestrati. Cerco di far loro capire che essere adolescente oggi e non avere un profilo sui social, idiota oltre ogni limite, è possibile. Mia figlia ne è un esempio. Si è iscritta a FB a 5 anni, contemporaneamente alla sua prima alfabetizzazione e che ora a 13 non ha foto di bagni, water e lavandini sul suo profilo, come non ha foto con lingua fuori e altre amenità peggiori.

Cerco di spiegare loro che se io datore di lavoro ho dei curriculum da selezionare e dopo aver filtrato le capacità (e aver googlato i nomi) non so più scegliere, vado sui social network. Anzi, lo faccio prima.

Spiego che cercare lavoro oggi a 20-25 anni e non avere un profilo su FB è sinonimo di essere scartati: “io non so cosa tu abbia da nascondere, ma sicuramente hai qualcosa se non sei su FB e a me datore di lavoro, non interessa cosa”. Possiamo discutere mille anni su quanto sia giusto o sbagliato, ma questo è quello che accade visto che anche per essere assunta come commessa in un supermercato si vanno a spulciare i social network!

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Cerco di spiegare che conoscendo questo ‘mostro’ si può anche girare la frittata a nostro favore, ad esempio preparando un profilo FB “adeguato” se siamo in cerca di lavoro, come spiega magistralmente Helder Monaco nel suo post.

Cerco di far capire queste e milioni e milioni di altre cose che non sto ad elencare perché questo post è già troppo lungo.

A scanso di equivoci vi dico subito che non riesco mai ad ottenere nessun risultato. È una guerra persa e una lotta impari. Io me esco col mio bersaglio sulla schiena crivellato e mia figlia viene guardata con sommo compatimento. Chi non la conosce è tentato di chiamare i servizi sociali per togliere a me e mio marito la patria potestà (una delle prime domande è quasi sempre se sono separata e non ho un marito che mi fermi!) e chi la conosce si congratula per la mia enorme fortuna di essere riuscita a crescere una figlia normale nonostante le mie idee e tutto quello che faccio per rovinarla.

Detto questo credo sia davvero una missione che noi un po’ avvezzi al web abbiamo. Gli informatici puri e veri non possono farlo, perché parlano una lingua che la gente normale non capisce, solo noi che di web ne capiamo un po’ ma non troppo e non siamo veri nerd possiamo fare da trait d’union tra questi mondi. Ma quanta pazienza serve!!!

nevadofiero (16)-001A pesca in Norvegia. L’unico pesce della nostra famiglia è il suo. 

3 – At last but not least, lasciatemelo dire, il mio blog di viaggi.

Non sono un’esperta informatica e non sono un’esperta SEO, non è un blog perfetto in termini di usabilità e codice, non è un blog professionale, ma, lasciatemelo dire, è un blog genuino e ormai, purtroppo, non siamo così tanti nel panorama italiano.

Non è un blog con velleità economiche. Non è un blog che scrive di cose che vanno di moda pur non avendole mai viste. Non scrivo per i clienti, ma scrivo per me e per i lettori. Scrivo per me per fermare l’attimo e le emozioni di posti sperduti del mondo. Scrivo per chi cerca informazioni su una e destinazione e scrivo per far venire la voglia di una meta a chi a quel luogo specifico non ha mai pensato. E ci riesco un sacco di volte! Scrivo di quello che mi piace ed evito le inutili e sterili polemiche – così di moda e che tanto traffico portano – su ciò che si deve o non si deve scrivere. Se una cosa mi piace la trovate, se una cosa non mi piace, non la troverete mai. Basta.

nevadofiero (15)-001Le sorgenti del Maira in primavera. Temperatura perfetta…o quasi.

È un blog di viaggi scritto da chi viaggia. Non viaggio solo quando mi pagano il viaggio per scriverne, più il contrario. Il giorno che per qualsiasi motivo smetterò di viaggiare, non scriverò più di viaggi. Scrivo per trasmettere l’euforia che si prova all’acquisto di un biglietto aereo, al click finale. Che sia una destinazione sognata da secoli (come la Groenlandia di cui non ho mai scritto perché non sono ancora riuscita ad andarci) o che sia una destinazione capitata per caso ed acquistata in un nanosecondo all’uscita dell’offerta adeguata, come è accaduto per il Nepal.

nevadofiero (3)-001Sala macchine della Norrona: interessantissima.

Il mio blog è scritto da chi sa quali sono le emozioni di un viaggio vero, da chi sa cosa significhi organizzare un viaggio fai da te sempre diverso e sempre creativo in funzione della destinazione. Sempre diverso perché diverse sono le persone che si andranno ad incontrare, diversi gli standard, diversi i modi di vita.

Sono io che devo adeguarmi a loro perché sono io che vado a casa loro. Sono io che devo adeguarmi a loro perché spesso loro non hanno viaggiato e non possono conoscere cosa c’è appena fuori dai loro confini, cose che magari noi diamo per scontate.

È un blog scritto da chi cerca di appoggiarsi a strutture e guide del posto, quando è indispensabile averle, per favorire l’economia locale e non a grandi nomi che troppo spesso sfruttano e impoveriscono il luogo, pur garantendo al turista tutte le comodità. Se una particolare compagnia/location/guida viene consigliata con un link diretto nel mio blog è perché l’ho provata, è perché mi sono trovata bene, e spesso, quando è indicato, è perché con queste persone si è creato un feeling a posteriori che dura nel tempo. Perché ci sentiamo ancora nonostante la distanza, perché in qualche misura c’è stato un incontro con il diverso.

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Scrivo del piacere del leggere tutto su una meta e della scoperta e del gusto di atterrare in un posto e non conoscerne nulla. Essere, all’uscita dell’aeroporto, completamente soli. Persi. Spaesati. Inermi. Una sensazione unica di piacere, euforia e scoperta. Un senso di libertà totale. Un viaggio che è una pagina bianca completamente da scrivere a nostro piacimento. Noi tre con i tempi dettati solo da ciò che ci piace fare insieme e null’altro, perché noi viaggiamo sempre in tre e da sempre in tre, Valeria non è mai restata a casa!

nevadofiero (17)-001La prima tempesta di neve di Valeria in giro per l’Europa… aveva circa 15 giorni.

Così cerco di far capire a tutti genitori apprensivi che ogni posto del mondo è adatto ai bambini e che in ogni posto del mondo i bambini nascono e crescono. Siamo noi genitori a fare la differenza. Un viaggio senza la mia famiglia è semplicemente un viaggio che non mi interessa.

Per carità, sono in condizioni di farlo senza problema, il mio non è un concetto di mutuo soccorso (o necessità del maggiordomo al seguito che mi porti lo zaino) come troppo spesso in coppia accadde. Qualcuno ha scritto che per stare bene in coppia si debba prima essere capaci a stare da soli. Sono completamente d’accordo. Ma da soli manca del sapore della condivisione che è quello che dà un senso al viaggio come a tutto ciò che faccio.

Penso che essere nel più bel posto del mondo, senza poterlo condividere con le persone che amo, non valga nulla.

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Siamo in Corsica. Non si rinuncia certo ad un bagno in questo splendido mare, solo perchè abbiamo un braccio ingessato!

Non viaggio per scrivere. Cerco in ogni luogo del mondo connessioni che mi permettano, innanzitutto di poter lavorare anche a distanza, poi di poter condividere. Adoro la tecnologia che permette di avvicinare in un scatto o in una considerazione pubblicata, mondi così lontani. Adoro guardare l’aggiornamento degli stati su FB e le sensazioni a caldo di chi sta vivendo esperienze uniche viaggiando e faccio altrettanto condividendo le mie quando mi sposto.

Non ho mai, però, pubblicato un post in viaggio. A parte la mancanza di tempo per farlo, credo che un post non debba essere scritto a caldo, debba essere pensato bene, debba essere rielaborato, le foto debbano essere scelte con attenzione e la forma curata minuziosamente.

Leggo e rileggo mille volte un post, a distanza di giorni, per essere abbastanza sicura che le emozioni non siano quelle del momento in cui scrivo, ma siano esattamente quelle che a distanza di tempo, quel luogo mi ha lasciato. Spesso scrivo del penultimo viaggio o di quello prima per lo stesso motivo.

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I luoghi, soprattutto i più estremi, hanno bisogno di decantazione. Troppo facile il giudizio. Troppo immediato. Ma sempre sbagliato.

Sento una sorta di responsabilità nei confronti di chi oggi o domani mi leggerà. Sento di dover dare, più che informazioni pratiche che tra un’ora saranno già obsolete, la sensazione, l’emozione che quel momento e quel luogo mi ha permesso di provare. Ben sapendo che ogni viaggio e ogni persona è diversa, così come diversi sono i contesti.

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Mi sono dilungata troppo. Ecco il momento delle nomination. Siccome mi sono accorta che, salvo quale rara eccezione, sono tutte donne ad essere state nominate, anche perché il tutto è partito il giorno della festa donna, ora, visto che è passato troppo…ehmm… un bel po’ di tempo, cerco di andare controcorrente (non me ne vogliano le blogger donne) e nomino tre uomini, chiedendo un po’ a tutti di fare come noi, e scrivere andando un po’ sul personale (un po’ troppo?!?), oltre i limiti che ci eravamo prefissati per il blog, come ha scritto Simona nel suo #nevadofiero.

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Le mie nomination sono:

Patrick Colgan di Orizzonti, perchè affascina quando scrive del Giappone, come degli altri suoi viaggi in luoghi non comuni.

Helder Monaco di LOL marketing visto che un suo post è già citato e non è un blogger di viaggi.

Asgeir Pedersen perché è un ottimo fotografo e da buon norvegese è molto riservato e ora sarà costretto a parlare un po di sé.

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Info su Liliana Monticone

E-commerce per lavoro su www.avalonrelax.it e Family Travel Blogger per passione su www.blog.lilianamonticone.com
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16 risposte a #nevadofiero ecco i miei tre!

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  5. La Ste scrive:

    Che super famiglia che hai! Lo sapevo che avevo fatto bene a “nominarti” Brava, Brava e ancora Brava 😉

  6. Ciao Liliana.
    Sei la solita vulcanica prolissa energetica Liliana.
    Ma il tuo bello è proprio questo.
    Continua, continua e continua ancora.
    Noi siamo tutti contenti dei tuoi racconti, anche se non “in diretta”.
    Ognuno è libero, secondo me, di essere se stesso e di fare ciò che più gli aggrada.
    Basta che non dia noia agli altri.
    Siamo o non siamo degli animali sociali?
    Pace e bene…

  7. Un post bellissimo, commoventi le tue parole sulla tua famiglia. Anche la mia essenziale, dico io… papà mamma e UNA figlia… non per scelta, ma anche questa è stata una di quelle cose in cui ha deciso la vita e che fatica accettarlo! Eppure oggi ringrazio anche del dolore attraverso cui sono passata perché mi ha resa quella che sono…

  8. miportovia scrive:

    Eccolo finalmente il tuo #nevadofiero, lo aspettavo 🙂
    Bello, mi è piaciuto leggerlo, mi sono commossa nel leggere la parte della famiglia, sai che ormai su questo tasto sono debole (e poi forse perché quando si è trattato di allargare la famiglia anche tu sei stata un pezzo importante nell’alleggerire la mia “paranoia” da “oddio non potrò più viaggiare con un bambino come faccio???”)
    Solo su una cosa non mi trovi d’accordo e mi piacerebbe parlarne perché ho letto la stessa opinione in altri blog.
    A me piace tantissimo leggere post di viaggio mentre la gente sta viaggiando proprio perché mi piace leggere le loro impressioni a caldo, mi sembra di essere lì con loro.
    Ed è la stessa cosa (specialmente in viaggi fuori Europa) che tentiamo di fare noi col blog. Della serie fai agli altri ciò che vorresti venisse fatto a te. E’ una delle cose che ci pesa di più in viaggio ma ci piace rendere partecipi le persone mentre stiamo vivendo un’esperienza. Abbiamo iniziato a farlo a Bali e ci piace continuare a farlo…

    Grazie elisa

    • Grazie Elisa. Sei gentilissima!
      Per la parte family, è proprio un po’ questo l’intento. In tutti gli altri paesi viaggiano coi bimbi e noi no. Chissà perché! Fermo restando che poi ognuno deve fare quello che preferisce, altrimenti si perde il piacere del viaggio.

      Per il post, diciamo che non credo sia una regola ferrea. E’ semplicemente quello che piace a me, senza nessuna presunzione di dettare leggi. A me piace molto leggere i post a caldo, ma la trovo più una cosa da FB e TW. Una cosa immediata, a pelle. Sul blog io preferisco far decantare e curare di più, visto che resteranno per sempre e saranno letti magari a distanza di anni, cosa che non accade per gli stati di FB o i tweet. Tutto lì.

      Poi considera sempre che io in viaggio, salvo rarissime eccezioni, non ho il tempo manco di scrivere il titolo, quindi di necessità virtù! 🙂

  9. Ciao Lilliana, siete fantastici tutti i tre, mi ispirate e mi piace un sacco leggere il tuo blog! Non so se riesco a scivere un blogpost come puoi tu, lo sai che preferisco fare delle (belle?) foto, prima di tutto, ma ci penso 🙂

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