Ho sognato una scuola che…

tesina scuola

Valeria, il tuo percorso della scuola media è terminato e un altro pezzetto di vita è archiviato. Lo hai imballato in fretta in uno scatolone, con la voglia di crescere e di diventare grande tipica della tua età. Le scuole superiori ti aprono le loro porte, un nuovo viaggio comincia ed io, da mamma che ti guarda crescere, fiera di te ma con tanti dubbi, ti dedico questo post.

Formazione scolastica

La tua formazione è importante. Sono le tue basi. Io e papà ci siamo posti domande da quando sei nata. Difficile trovare le risposte giuste ed univoche e ancora più difficile è trovarle in questo pezzetto di mondo in cui viviamo, così ricco di certezze e di dogmi non discutibili, ma spesso così sbagliati.

Tu ormai sai bene che bastano poche ore di aereo per entrare in realtà dove le nostre sicurezze di opulenti paesi occidentali (che oggi peraltro non hanno più neppure l’opulenza), non valgono assolutamente nulla.

Ho sognato per te una scuola che…

  • Ho sognato per te una scuola che non ti insegnasse la conoscenza, la puoi imparare da sola e più in fretta col tuo computer, ma che ti sapesse trasmettere il gusto del sapere. Hai scoperto che le lavagne multimediali in classe servono solo a far brillare chi ce le ha messe, non come mezzo in più per “conoscere”.
  • Ho sognato una scuola che ti insegnasse a pensare con la tua testa. Hai trovato una scuola dove solo chi dice sempre sì, raggiunge i massimi risultati.
  • Ho sognato una sinergia con la scuola per il raggiungimento di un obiettivo comune: la tua maturazione. Ho trovato certezze proclamate dall’alto e fatti che dimostravano il contrario, ma senza mai il coraggio di dirlo apertamente e accettare il confronto.

tesina scuola esame terza media

 

  • Ho sognato una scuola che valorizzasse il risultato come obiettivo raggiunto. Hai trovato una scuola che conta le ore e ignora il risultato, soprattutto quando – troppo spesso – non lo capisce. Ora tu puoi solo fidarti di quello che ti dico, ma un giorno i tuoi clienti (sì, clienti, non voglio pensare che tu possa decidere di sprecare nello statalismo più alienante le tue doti e le tue qualità!) vorranno risultati, non cartellini timbrati, numeri appiccicati e certificati rilasciati.
  • Ho sognato una scuola che ti insegnasse che il lunedì mattina è forza, progettualità, soddisfazione, realizzazione, costruzione,… In ogni tuo lunedì all’ingresso a scuola, hai trovato solo frustrazione, fallimento, insoddisfazione, malcontento, irascibilità e senso di inadeguatezza.
  • Ho sognato una scuola dove regnasse la meritocrazia, almeno ora, a 13 anni. Hai scoperto troppo presto che “i figli di” possono sempre permettersi di non essere preparati, di farsi interrogare il giorno dopo, addirittura di sapere in anticipo i testi dell’esame di stato.
  • Ho sognato, ho davvero sognato, il giorno in cui un insegnante mi ha detto: “Sono un privilegiato. mi pagano per imparare dai ragazzi”. Quel giorno ho sognato una scuola che potesse imparare. Abbiamo scoperto insieme che chi dovrebbe essere vocato all’insegnamento è il più ottuso ad apprendere e quando citavi nei tuoi temi “blog, seo o java” (quali mostruose bestemmie!), io ero una madre che buttava la figlia nelle mani del pedofilo e tu eri infantile: non ti uniformavi a make-up e a Violetta!

coderdojo milano scuola

 

  • Ho sognato una scuola che ti aiutasse a gestire le tue emozioni quando all’esame orale hai detto che volevi tutti ad ascoltare quanto eri ben preparata, ma non mamma e papà, “perché è troppo facile non avere paura, se ci siete voi!”. Hai scoperto che chi doveva essere più preparato di te, con il supporto degli insegnanti, non voleva nessuno al suo orale. Ma la “porta era aperta” perché nessuno osasse mettere in discussione la massima trasparenza!
  • Ho sognato una scuola dove autorità ed autorevolezza coincidessero. Hai scoperto che i temi d’esame possono essere quasi dettati dall’insegnante, ma non a tutti. Poi un coetaneo magari un po’ più sensibile degli altri, con risultati normali, per queste cose si sente inadeguato e incapace, poi arranca, poi si scoraggia, poi viene bocciato e abbandona addirittura la scuola,… cose che si vedono ogni giorno. E giù fiumi di sentenze alla ricerca delle cause, cause che sono davanti agli occhi di tutti. Ma come fa a far valere le proprie ragioni chi ha un 6 tirato?
  • Ho sognato una scuola che valorizzasse le conoscenze extra. Nella tua classe erano davvero tanti i valori aggiunti oltre ai tuoi viaggi: dalla passione per la montagna e la scalata, a chi, adottato, diceva cose toccanti sul suo percorso. Ma l’obiettivo costante e perseguito è sempre stato l’appiattimento cerebrale. W il calcio e W Violetta. Molto più facili da gestire.
  • Ho sognato una scuola che sapesse integrare le tue predisposizioni tecniche con l’arte. Abbiamo scoperto che i capricci di un insegnante di musica sono determinanti e hanno il benestare di colleghi e dirigenti che, perfettamente inseriti nel sistema, non fanno altro che dire sempre sì.

tesina esame terza media scuola

 

  • Ho sognato una scuola che correggesse i tuoi errori, che fosse educativa. Ma la tua insegnante, casualmente in concomitanza di ogni nostro viaggio, sbottava, UNICA fra i mille professori ed educatori con cui ti sei interfacciata, “non capisci MAI niente e sei maleducata”.
  • Ho sognato per te una scuola che fosse a noi di supporto nel farti crescere e maturare, ma ho dovuto accontentarmi di fazioso nozionismo. Ricordi, (io lo ricordo con orrore!) quando ti hanno tempestato il cervello insegnandoti che la pillola del giorno dopo non è abortiva, ma anticoncezionale?
  • Ho sognato una scuola che valorizzasse le tue conoscenze acquisite in viaggio, scuola di vita ai più alti livelli in certe situazioni che hai vissuto. Hai trovato una scuola che replicava, “anch’io vorrei partire ed essere in vacanza, anziché qui, con voi, ad insegnare”. Ma non veniva mai detto a me che avrei potuto semplicemente suggerire di aprire una partita iva (in 24 ore!) ed essere liberi da capi arroganti a cui dover sempre dire di sì per vivere in pace.

Istruzione e scuola di vita

Sì Valeria. E’ servito. Tu oggi non puoi capirlo. Ma queste ingiustizie sono servite a temprarti. Non uniformarsi alla massa e non dire sempre di sì. Questo ha un prezzo da pagare, ma è un allenamento ad affrontare le difficoltà della vita che prima o poi arriveranno. Hai scelto da che parte stare ed è un patrimonio che nessuno potrà mai portarti via.

  • Ho sognato infine una scuola, sì Valeria, non ci crederai ma io l’ho sognata davvero, che penalizzasse le tue assenze prendendo posizione ferma e decisa alla luce del sole, perché certa del proprio operato. Tu oggi, dando un valore esagerato ad un numero che non ha nessun valore, sei scontenta del tuo 8, perchè meritavi di più.

Io avrei voluto un 6. Sì, Valeria, un 6!

Quale nobile lezione di vita!

Ti avrebbe insegnato che le scelte si pagano. Sempre!

E che nella vita non ci sono scorciatoie! Mai!

Anche le scelte giuste si pagano.

Non è forse così per un medico, solo al pronto soccorso, che decide quale dei due pazienti salvare o per chi, in un incidente, sceglie chi soccorrere per primo?

Scelte giustissime e nobili, ma tutte con un prezzo altissimo da pagare.

Ma la scuola che hai conosciuto non è in grado di insegnarti il valore delle scelte, non è in grado di prendere posizione a viso aperto, né tanto meno di insegnare a prendersi delle responsabilità.

Ho sognato una scuola diversa…e, grazie a quei pochi, pochissimi insegnanti che ho incontrato nella mia vita, davvero validi e preparati, che sapevano essere educatori ai più alti livelli e non si limitavano a trasmettere conoscenza, continuerò a sognarla con tutte le mie forze, con l’augurio che tu possa, un giorno, trovarla…

almeno per i tuoi figli!

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Info su Liliana Monticone

E-commerce per lavoro su www.avalonrelax.it e Family Travel Blogger per passione su www.blog.lilianamonticone.com
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18 risposte a Ho sognato una scuola che…

  1. Pingback: Valeria e Leonardo, scelti dal MIT: "La nostra favola tra l'Italia, Facebook e gli Usa"

  2. Pingback: I realized a robot with Arduino! - Travel Blogger Liliana Monticone

  3. Anna Io scrive:

    Secondo me, signora, lei ha sognato che sua figlia facesse scuola agli altri.

  4. Pingback: Il talk di Valeria all'IDcamp14 all'interno del Todi Appy Days - Liliana Monticone

  5. La scuola, cara Liliana, è lo specchio della società che la mette in pratica.
    Per cui, purtroppo, è quella che rispecchia il modo di essere della maggioranza degli italiani, che accetta di scrivere le regole che regolamentano la vita democratica del paese con un pluripregiudicato solo perchè ha 10 milioni di esseri che la pensano e si comportano come lui, se non peggio. E che vuole avere un popolo ignorante, che si diverte con culi sventolati in ogni dove e vuotezza culturale da riempire con televendite e sport di bassa lega.
    La soluzione?
    Non solo sognare, ma predicare, ed insegnare nel proprio piccolo, essere d’esempio.
    E so che tu colla tua piccola grande donna lo fai.
    E quindi…
    Sii felice

    • Sono d’accordo che sia lo specchio della società ed è terribile… e qui si apre un discorso infinito. Però è dura. Averli sempre tutti contro e doverle fare il reset del cervello nel 90% degli ambienti che frequenta…
      Grazie Ernesto per le tue parole!

  6. Pingback: La scuola di Liliana e Valeria » Sottobanco - Blog - Repubblica.it

  7. Jessica Fondi scrive:

    E’ dura, è vero. Ho studiato tanto, sono sempre stata la prima della classe, mi sono laureata e ad oggi mi sento come se avessi sprecato il mio tempo per qualcosa che, nella vita reale, nel lavoro non mi serve. Per di più vedo che ci sono in giro moltissimi incompetenti che finiscono ad insegnare: non è un caso che, facendo ripetizioni, mi sia imbattuta in un ragazzino di seconda media che NON sapeva leggere e uno di TERZA superiore che non capisce che lo sconto deve essere sottratto al prezzo. Si può solo sperare di incontrare gli insegnanti giusti, che insegnino il valore della volontà e della voglia di sapere. Sono rari ma non si può far altro che sperare in loro per risollevare le sorti dell’istruzione italiana. Valeria è comunque fortunata ad avere così tante occasioni di crescita e apprendimento, pensa a chi non ne ha le possibilità e deve accontentarsi i ciò che offre la scuola statale…

    • Grazie Jessica per il tuo commento. Non ho più di tanto paura per mia figlia dal punto di vista dell’apprendimento, sono davvero convinta che la maggior parte delle abilità che oggi servono nella vita non si imparano certo a scuola e si possono imparare con un computer. Penso proprio a chi non ha possibilità, a chi non ha mezzi, a chi non può alzare la testa,… e proprio l’ambiente che più di ogni altro dovrebbe aiutare ad emergere, troppo spesso si rivela peggio degli altri.

  8. magatz scrive:

    Mia figlia inizia le medie a Settembre, e purtroppo sò che sarà un periodo didatticamente inutile. In ogni caso da Agosto, si inizia la scuola parallela, a casa con me, che la tormenterò per farle capire la tecnologia che usa ogni giorno.
    Mi ha fatto però piacere, trovare nelle foto una vecchia conoscenza (quello vestito in blu, che insegna l’automazione con il lego… Ciao roberto)

    Grazie

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    Applauso e amarezza!

  10. acasadiclara scrive:

    bellissimo, Liliana, e commovente. grazie!!!!

  11. La scuola italiana è ormai in declino. Invece di migliorare sta peggiorando e quei pochi che la vorrebbero vedere migliore non riescono a fare niente. I professori stessi, quelli bravi e che sanno fare il loro lavoro (ovviamente), non vengono ascoltati e, anzi, vengono presi per pazzi! L’ho visto da studentessa e l’ho visto con mia madre che è riuscita ad andare, finalmente, in pensione a 63 anni, stanca e sfinita.
    Ho sentito cose terrificanti dette e fatte dai genitori dei figli di papà e di professori che volevano solo fare il loro lavoro e si sono dovuti arrendere. Di presidi e professori che volevano fare le cose in barba alle regole e chi voleva, invece, farle rispettare, si trovava ad essere osteggiato da tutti.
    Deprimente, davvero…

    • Esatto. Le cose che si vedono ovunque e di cui nessuno parla e nessuno può parlare. Ma accadono davvero ogni giorno. Ripicche, frustrazioni, prese di posizioni assurde,… unico modo per sopravvivere è dire sempre di sì! Deprimente e terribile davvero!

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